Fulvio Grimaldi per l’AntiDiplomatico
L’origine di un genocidio, di una flottiglia, di un “accordo di pace”
IL 7 OTTOBRE E’ UN ALTRO E 1 milione di manifestanti lo sa
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ESTRATTI DALL’ARTICOLO
Mentre scrivo dalla data di uscita dell’articolo nella mia rubrica di martedì manca qualche giorno. Distanza dovuta a un accumularsi di impegni, sanitari e di convegni, non rinviabili. Chiedo perciò scusa se avrò dovuto bucare qualcosa di importante inerente all’argomento del pezzo, cosa possibile data la tumultuosità degli accadimenti. Ho fatto in tempo, però, a vivere il privilegio di assistere, nelle notti e nei giorni attorno al cambio del mese, a una della più grandi, belle, valide espressioni di civiltà e coraggio umani. Civiltà e coraggio sulla Flotilla e parallelamente in Italia, vera avanguardia europea, la gigantesca sollevazione di popolo del 3 e 4 ottobre contro la barbarie genocida e i suoi sicari in Occidente e a dispetto del ratti in fuga che ci governano. Un ottobre come un maggio parigino di 57 anni fa. Allora grazie al Vietnam, oggi alla Palestina. E’ sempre dal Sud globale, quello che allora chiamavamo Terzo Mondo, che viene la salvezza.
… Di questo infantile, o piuttosto incolto e disinformato, mettere sullo stesso piano la giornata del 7 ottobre e i due anni di carneficine a Gaza, se ne avvantaggia anche il cosiddetto “piano di pace” (macabramente detta “eterna”) dei tre serialkiller Trump, Netanyahu, Blair. Piano che, nella sua ciccia, implica, con linguaggio da sicari mafiosi, l’inevitabilità che si debba “finire il lavoro”. Che implica pure il mantra partito l’8 ottobre, secondo cui il popolo palestinese, 2,3 milioni a Gaza, 15 milioni in tutto, è Hamas e viceversa. Per cui “finire il lavoro” significa obliterare Hamas, intendendo l’ultimo palestinese….
… Ma c’è equiparazione ed equiparazione. Alla fondatezza di quella sopra riportata proverò ad apporre qualche dubbio. Invece trovo un’inesorabile equivalenza tra quanto è stato detto, dagli uni e dagli altri, attorno a una Flotilla che ha contribuito a cambiare, in meglio, il volto dell’umanità. Accantoniamo, per carità di patria, l’esibizione del Q.I. del premier Meloni quando ha chiamato il suo governo vittima della destabilizzazione orchestrata nientemeno che dai militanti del diritto di 44 paesi, tutti “irresponsabili”, che stavano sulla Flottiglia….
… Cosa è successo il 7 ottobre
L’operazione condotta il 7 ottobre alle porte di Gaza, finalizzata a ottenere la liberazione di qualcuno dei 70.000 palestinesi passati per le carceri israeliane, spesso senza accusa e processo e a tempo indeterminato, diventa nel racconto del regime israeliano il pretesto e la giustificazione militare, politica e morale del genocidio in atto da allora. Ed è qui che sventola la bandiera falsa. Conviene tornare a esaminarla. E su questo bubbone cognitivo che si ha il dovere di incidere….
… La zeppa nelle elucubrazioni della Hasbara di Netaniahu e compari, l’hanno già messa parecchi, a cominciare da media e organizzazioni pacifiste dello stesso Stato sionista. Ma la Hasbara non conosce limiti e, a dispetto di ogni inchiesta, a ogni anche minima sollevazione di sopracciglia, la false flag di una versione totalmente manipolata torna a sventolare. I 40 neonati decapitati che non c’erano, le esecuzioni a freddo, gli stupri di gruppo, i bambini cotti nei forni. E non un testimone (che non sia la giornalista alla quale l’IDF avrebbe mostrato un video, mai pubblicato, di alcune di tali atrocità), o un referto medico, o un’autopsia che avesse confermato
… Chi ha stuprato chi
E’ ora uscito un rapporto dell’Associazione Internazionale per la Prevenzione della Violenza Sessuale (SVPA), basata a Washington e altamente rispettata per i suoi interventi, ricerche, denunce e la gestione della più grande data basi sul fenomeno a livello mondiale.
Il rapporto dimostra come Israele stia producendo propaganda bellica fondata sugli stupri e utilizzando la violenza sessuale come arma di guerra. A questo scopo Tel Aviv farebbe ricorso a ciò che nel rapporto è chiamato SORVO, acronimo inglese di Systemic Oppression, Reverse Victim and Offender, oppressione sistemica, inversione di vittima e autore di violenze…
… Concludendo, il trattamento che subiscono le donne nelle carceri israeliane, sia durante tutta l’occupazione, sia nel corso dell’attuale sterminio di Gaza, è stato invece confermato dalle vittime, dai medici e da visitatori indipendenti. Per la pratica di un “diritto allo stupro” rivendicato da alcune guardie carcerarie in Israele, si ha la conferma dallo stesso IDF che, ad agosto 2024, arrestò ben nove soldati per “gravi abusi sessuali” su un detenuto palestinese nel carcere nel deserto del Negev. Montare le bufale sugli stupri di Hamas serve sia a distrarre da questi crimini, sia a giustificarli.
La narrazione false flag di Israele è a brandelli. Ma insistono a trarne spunto spunto, i nostri amici delle equivalenze. Quelli che si ritraggono indignati dall’accordo Trump-Netaniahu-Blair per “finire il lavoro” e, due righe più in là, si riaggiustano la cravatta deplorando le atrocità dei terroristi di Hamas. Ma c’è anche di peggio. Sono quelli che si dichiarano del nostro fronte, ma che abbondano di talmente tanta buona volontà colonialista da interpretare l’intimazione alla resa del popolo palestinese, condita di minacce di “finire il lavoro” fino all’ultimo palestinese, come un accettabile passo verso la pace.
Fulvio Grimaldi